Il poker è un gioco di carte e al contempo anche di strategia, in cui astuzia e nervi saldi sono fondamentali. La popolarità di questo passatempo è tale che ha ormai superato i confini dei casinò e dei tavoli da gioco sopravvivendo all’era del digitale anche grazie al poker online, per poi entrare a far parte ancora più stabilmente dell’immaginario collettivo. Il poker si configura così ad elemento narrativo versatile, capace di arricchire storie in diversi ambiti della cultura pop, dal cinema alla musica, fino alla letteratura, contemplando altresì il mondo dei fumetti, nonostante le chiare limitazioni del connubio tra immagini e dialoghi. Dai supereroi ai criminali, infatti, anche molti personaggi dei fumetti si sono ritrovati spesso a giocare a poker, trasformando il tavolo verde in un teatro di sfide, intrighi e colpi di scena.
In questo articolo tratteremo:
La presenza del poker nei fumetti non è affatto un fenomeno recente. Le prime apparizioni del gioco tra vignette e balloon risalgono agli anni ‘30 e ‘40, cioè a quando nelle strisce a fumetti statunitensi e nei comics di supereroi il poker veniva spesso utilizzato come espediente narrativo per affrontare temi delicati come il debito e il suicidio, inserendo così personaggi che puntualmente venivano salvati da eroi come Superman, per intenderci. Non è necessario conoscere il gergo del poker o essere degli esperti dell’argomento per poter apprezzare le storie a tema: con il passare del tempo anche il ruolo del poker nei fumetti d’avventura si è evoluto, diventando un elemento più complesso e sfaccettato, in quanto il gioco non funge soltanto da sfondo valido per raccontare storie dal retrogusto drammatico, ma è un vero e proprio strumento utile per approfondire la psicologia dei personaggi, svelare le loro motivazioni e creare situazioni di tensione e conflitto. Il poker nella narrativa disegnata diventa così metafora della vita, con tutte le sue incertezze, i suoi rischi e le sue opportunità.
Molti personaggi iconici dei fumetti sono legati al mondo del poker, rivelando talvolta stili di gioco che riflettono la loro stessa personalità. Raramente il poker ha fatto capolino a Topolinia o a Paperopoli e in ogni caso il contesto è sempre stato scherzoso o caricaturale, totalmente scevro dai tipici connotati del gioco da sala. Lucky Luke e il poker hanno ricevuto anche delle copertine dedicate, così come il più rude Tex Willer. Tuttavia Gambit, uno dei mutanti della Marvel Comics, il più famoso giocatore di poker dei fumetti: la sua abilità nel manipolare l’energia cinetica lo rende infatti un avversario temibile, mentre il suo atteggiamento misterioso e affascinante lo identifica come uno stereotipo del pokerista in carne ed ossa. Anche Wolverine, altro celebre personaggio degli X-Men, ha avuto il suo momento al tavolo da poker. Nel film “X-Men Origins: Wolverine” lo vediamo sfidare proprio Gambit in una partita ad alto rischio, dimostrando uno stile di gioco aggressivo e imprevedibile, in linea con la sua natura di anti-eroe. Sempre nell’universo Marvel, La Cosa è noto per ospitare tornei di poker con altri eroi. Alcuni fan hanno suggerito che una scena del genere potrebbe funzionare bene come scena post-credits per i film dei Fantastici Quattro o degli Avengers. Il più popolare Spider-Man è stato invece escluso da queste partite a causa del suo senso di ragno, che gli permetterebbe di capire quando qualcuno sta bluffando. Insomma, le regole del gioco vanno sempre rispettate, anche nei fumetti!
Non sono pochi i fumetti famosi con scene di poker. Sia in Italia sia negli Stati Uniti il gioco ha trovato spazio in diverse opere espressamente dedicate, sebbene con approcci differenti. In Italia il fumetto più iconico in tal senso è senz’altro “Shut Up & Fold”, uscito nel 2012 e creato da Giancarlo Antonietti e Lorenzo Bartoli. La trama è incentrata sul pokerista Rude Boy, accompagnato degli altri personaggi che ruotano attorno al suo mondo, tra i quali è possibile notare diversi tipi di giocatori di poker. “Shut Up & Fold” non si limita a descrivere le dinamiche del gioco, ma indaga anche le emozioni, le debolezze e le fragilità dei protagonisti, offrendo uno spunto di riflessione sulla condizione umana. In America, invece, un esempio interessante è rappresentato da “Proposition Player”, una serie pubblicata dalla rivista Vertigo nel 2005. La storia segue le vicende di Joey Martin, un giocatore pagato dai casinò di Las Vegas per far continuare le partite cash. La trama dark e sarcastica esplora il fascino del poker e affronta anche temi di attualità. Questi sono solo alcuni esempi di come il poker sia stato rappresentato nei fumetti, anche in questi anni in cui stanno spopolando perlopiù i giochi di carte online. Ancora oggi il gioco continua ad affascinare autori e lettori, offrendo infinite possibilità narrative e spunti di riflessione sulla vita e sulla società. Di conseguenza non è da escludere che nei prossimi anni possa essere pubblicata qualche altra serie specifica al riguardo, magari toccando più nel profondo anche il genere dei manga, provando a distaccarsi dai fumetti noir e western e, in generale, dalla cultura pop.