Nel mondo dei giochi da sala, dove l’incidenza del caso regna sovrana, non sorprende che chi siede al tavolo verde si affidi a superstizioni e rituali per cercare di gestire l’imponderabile. Questi riti, spesso bizzarri e stravaganti, diventano di fatto parte integrante dell’esperienza di gioco, offrendo un apparente senso di sicurezza e controllo in un ambiente altrimenti dominato dall’incertezza. Dalle sale da gioco tradizionali ai casinò online, le superstizioni persistono ancora oggi adattandosi alle culture e alle nuove tecnologie come quelle del casinò live online, rivelando come le credenze influenzino il comportamento dei giocatori e il loro rapporto con la fortuna anche a distanza, che si tratti di una partita alla roulette, ai dadi o a carte.
In questo articolo tratteremo:
Le origini delle superstizioni nei giochi da casinò affondano le loro radici nella tradizione culturale e nella psicologia umana. La necessità di dare un senso al destino e di ridurre l’ansia ha portato allo sviluppo di rituali legati a credenze popolari: i giocatori spesso credono che le superstizioni abbiano un effetto sull’esito di una partita e arrivano a pensare che la loro sorte dipenda dai propri comportamenti in una determinata situazione. Il rapporto di un giocatore con la superstizione si può evincere da vari particolari, a partire dalla presenza di oggetti portafortuna: non sono pochi coloro che quando c’è da puntare portano con sé amuleti come quadrifogli, ferri di cavallo o reliquie familiari, convinti che possano allontanare così la negatività. Alcuni giocatori compiono anche veri e propri gesti specifici prima di iniziare a giocare, come bussare prima di tirare i dadi, sistemare le fiches o incrociare le dita. Molti numeri come il 3 o il 7 sono considerati positivi e altri come il 13 e il 17 vengono evitati perché ritenuti iellati. In questo caso, però, le credenze popolari cambiano anche in relazione alla provenienza geografica: in Cina, ad esempio, il numero 4 incute timore perché la sua pronuncia assomiglia a quella della parola "morte". In generale, comunque, esistono anche altri numeri fortunati alla roulette. Ci sono inoltre giocatori che attribuiscono significati speciali persino ai colori, come nel caso del rosso, spesso associato alla prosperità e alla buona fortuna, soprattutto in Asia.
La roulette e i dadi sono fortemente connessi al tema delle superstizioni. La natura casuale di questi giochi rende chi vi partecipa più incline a cercare modi per influenzare il risultato, che non dipende mai da una vera e propria abilità. Non c’è da sorprendersi se alla soglia di un casinò si notano più giocatori entrare volutamente nelle sale con il piede destro. Anche soffiare sui dadi prima di lanciarli è un gesto scaramantico molto comune, in quanto si narra che in passato alcuni giocatori disonesti ricoprissero apposta un lato dei dadi con una sostanza appiccicosa attivata dall'umidità, il che avrebbe aumentato le probabilità di vittoria anche per tutti quelli a venire. Tanti giocatori evitano di distogliere lo sguardo dalla pallina che gira sulla roulette o dai dadi appena lanciati, per non interrompere l’immaginario flusso della fortuna. Anche in questi giochi sono presenti credenze relative ai numeri e ai colori, pertanto si evita di puntare sul 13 o sul 17 e si tende a scommettere sul rosso alla roulette. Giocatori superstiziosi e stranezze nei casinò non sono mai mancati, di conseguenza nel tempo c’è chi ha trovato anche dei riti di buon auspicio totalmente personalizzati, che non svela per paura che possano smarrire i loro effetti benefici. Al contrario, altri riti scaramantici esclusivi dei casinò sono ben noti alla massa, anche a chi non ci crede.
Anche nei giochi di carte, dove astuzia e ingegno ricoprono un ruolo più significativo, le superstizioni rimangono piuttosto diffuse. I giocatori spesso sviluppano rituali personali pensando di aumentare le loro possibilità di successo, per esempio evitando di toccare le carte prima che siano state tutte distribuite o indossando determinati vestiti. I gesti scaramantici del poker si intravedono persino tra i professionisti: Steve Dannenmann, finalista alle World Series del 2005, arrivò ad indossare la stessa camicia e lo stesso cappello per l’intera settimana del torneo. Tra i giocatori c’è chi pensa che anche solo toccare la mano a una persona presumibilmente portatrice di fortuna possa aiutarli nella partita. Tra le credenze negative, invece, c’è quella di prestare soldi ad altri giocatori: un gesto che aumenterebbe il rischio di non rivedere mai più quel denaro. Inoltre, contare i soldi al tavolo è considerato di cattivo gusto e porterebbe sfortuna. Persino augurare buona fortuna fa storcere il naso a tanti. Insomma, la presenza della superstizione nei giochi da sala è un fenomeno complesso e affascinante, ma per quanto non esistano prove scientifiche che diano credibilità a fobie e scaramanzie varie, gli amanti del tavolo verde continuano ad alimentarle anche solo per puro folklore.